L’intervista del mese

20 Maggio 2024
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Ci racconti le tue esperienze professionali prima dell’ingresso al Rof?

Ho conseguito prima il diploma di  ragioniere e perito commerciale presso l'ITC di Cagli e poi  l'attestato di programmatore di PC con successivo stage presso un'azienda di telecomunicazioni  ad alto livello tecnologico.
Ho subito iniziato la mia  esperienza professionale in diverse ditte sia nel settore privato che pubblico in ambito amministrativo, contabile e  gestione degli acquisti. 
Tra queste esperienze lavorative, quella che ricordo con particolare piacere e che mi ha consentito di  avvicinarmi  al mondo della cultura e  dell’arte, è l'attività svolta presso la Galleria d’Arte di Franca Mancini. In quell'ambiente ho avuto la fortuna di conoscere critici musicali, scrittori, registi e artisti famosi come Bruno Cagli, Philippe Daverio, Dario Fo, Umberto Eco, Ermanno Olmi ed Eliseo Mattiacci che la frequentavano abitualmente.Ho vissuto quegli anni con grandi emozioni e soddisfazioni nel lavoro che svolgevo. 
La mia passione per la musica classica è invece nata durante la mia attività lavorativa presso un ente concertistico dove mi occupavo della tenuta della contabilità e della predisposizione dei bilanci da rielaborare e da trasmettere al Ministero dello Spettacolo. 
Ogni esperienza professionale che ho avuto mi ha, in qualche modo, arricchito e cambiata e questo bagaglio di esperienze acquisite negli anni hanno contribuito alla positiva valutazione per il mio ingresso al ROF.

Qual è stato il tuo primo contatto con il Festival?

Presso la "Galleria Mancini"  ho intrattenuto i primi contatti con il mondo del Rossini Opera Festival. Infatti, la  titolare dell'omonima galleria, che ricordo con molto affetto, all’epoca, stiamo parlando dei primi anni del 2000, collaborava con il ROF. La signora Mancini  aveva istituito l’associazione culturale “Il Teatro degli Artisti”; tale associazione intratteneva rapporti culturali con il Festival  attraverso mostre annuali intitolate Les Rencontres Rossiniennes.

Ci spieghi in cosa consiste il tuo lavoro al Rof?

Mi occupo sia dell’ufficio gare, e quindi dell’acquisizione di beni e servizi per l'espletamento dell’attività della Fondazione, sia del settore tecnico, e quindi dell'acquisizione dei fabbisogni necessari per la  realizzazione della parte scenografica degli spettacoli, nonché attività di coordinamento delle maestranze come scenografi, macchinisti, elettricisti, attrezzisti, sarte, parrucchieri, truccatori. 
Tali attività mi obbligano ad un aggiornamento costante della normativa di settore che è in continua evoluzione e ciò mi stimola ad un attento studio affinché il mio lavoro possa soddisfare le richieste artistiche/tecniche, sempre urgenti, nel rispetto delle regole. 
Proprio l'esperienza maturata in questo settore mi ha spinta ad iscrivermi all'Università Carlo Bo di Urbino dove ho conseguito la laurea la cui tesi, elaborata con il professore di Diritto amministrativo, trattava argomenti relativi all'acquisizione dei beni e servizi negli organismi che svolgono attività di spettacolo. 
Anche se il Festival è stagionale e gli spettacoli vengono realizzati principalmente nel mese di agosto, prima c’è un lungo lavoro di preparazione; in effetti, finito un festival, è necessario ripartire subito con la preparazione di quello successivo. 
Si organizzano  le squadre dei tecnici necessari all'allestimento delle opere e si procede  alla richiesta di preventivi per l’acquisizione di tutto l'occorrente. Il materiale viene lavorato e assemblato dalle mani esperte delle nostre maestranze dotate di grande professionalità.

Qual è il ricordo che ti è più caro della tua esperienza al ROF?

Negli anni precedenti al mio ingresso al ROF avevo già avuto la fortuna di vedere diverse opere prodotte che mi avevano affascinata particolarmente. Ma è proprio il lavoro che sto svolgendo che mi ha dato l’opportunità di apprezzare gli spettacoli con sentimenti profondi, in quanto le sensazioni che ho provato nascono  dalla consapevolezza dell'enorme lavoro di preparazione dietro le quinte e nei laboratori del Festival. È entusiasmante  vedere  quanta passione e professionalità ci sia nel lavoro dei registi, cantanti, scenografi, costumisti e di tutte le maestranze che collaborano per raggiungere la messa in scena degli spettacoli. 
A questo proposito mi viene in mente una citazione di Victor Hugo che mi aveva molto colpita in cui diceva, vado a memoria, che il teatro non è il paese della realtà poiché ci sono alberi di cartone e palazzi di tela, ma è il paese del vero poiché ci sono cuori umani dietro le quinte, in sala e sul palco. Tutto questo contesto mi fa ancor più apprezzare l'ascolto della meravigliosa musica del M° Rossini. Sono orgogliosa di lavorare in questo ambiente e ringrazio i colleghi per la collaborazione e l'impegno giornaliero che ci consentono di ottenere gli ottimi risultati che solo un gruppo affiatato può raggiungere.