Una nuova Gazzetta con il Quintetto ritrovato

9 agosto 2015
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Martedì 11 agosto alle 20 (repliche alla stessa ore il 14, 17 e 20 agosto) al Teatro Rossini andrà in scena La gazzetta. Già vista a Pesaro nel 2001 e nel 2005 per la regia di Dario Fo, l’opera torna al Rof nella nuova versione corredata da un Quintetto recentemente ritrovato, essenziale per dar senso compiuto a una storia intricata e fantasiosa che si allontana dal realismo comico del goldoniano assunto iniziale per addentrarsi nei labirinti di una festosa follia.

I discorsi e gli accadimenti che si susseguono nelle pagine di quel Quintetto, di cui non era rimasta traccia musicale, sono indispensabili per dar senso compiuto al procedere dell’azione, talché nel precedente allestimento pesarese si era reso necessario inserire nel corso di un recitativo secco un brano musicale spurio, libera rielaborazione di un Péché de vieillesse, in cui veniva riassunto e recitato il testo letterario delle pagine perdute, desunto dal libretto stampato per la prima rappresentazione dell’opera a Napoli nel 1816.

Nel ritrovato Quintetto compare, divertente sorpresa, la folgorante Stretta del Finale Primo del Barbiere di Siviglia «Mi par d’esser con la testa in un’orrida fucina», rivisitata con originali e rilevanti modificazioni indotte dal mutato testo poetico. Così arricchito, l’ascolto della Gazzetta più che mai risulta un inno alla bellezza femminile, pronubo di un amore alimentato da un gioioso e naturalistico erotismo.

Il regista Marco Carniti, alla sua prima esperienza pesarese, conterà su un cast omogeneo di giovani interpreti di qualità quali Nicola Alaimo, Hasmik Torosyan, Vito Priante, Maxim Mironov, Raffaella Lupinacci, Josè Maria Lo Monaco, Andrea Vincenzo Bonsignore, Dario Shikhmiri ed Ernesto Lama (il servo Tommasino), alcuni forgiati nella fucina dell’Accademia Rossiniana.

Enrique Mazzola, direttore e concertatore di provata fede belcantistica tornato al Rof dopo 16 anni (fu proprio lui a battezzare la prima, fortunata esperienza lirica di Elio a Pesaro nel 1998), sarà alla testa di Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna. Lo spettacolo, essenziale e spumeggiante, si avvale delle scene di Manuela Gasperoni e dei costumi di Maria Filippi.

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