Ecco il XXXV Rossini Opera Festival

8 agosto 2014
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Prenderà il via domenica 10 agosto la trentacinquesima edizione del Rossini Opera Festival. In cartellone figurano due nuove produzioni: Armida, che torna a Pesaro dopo 21 anni, ed Aureliano in Palmira, in prima assoluta in edizione critica; a completare il terzetto di opere principali una versione semiscenica de Il  barbiere di Siviglia realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Urbino. Al fianco delle tre principali produzioni liriche, Il viaggio a Reims interpretato dai giovani talenti dell’Accademia Rossiniana; la consueta serie di Concerti (protagonisti Carmen Romeu e Lena Belkina; Juan Francisco Gatell; Ewa Podles); la nuova tappa del percorso Rossinimania ‘Radio Rossini’, con le incursioni jazz-rock di Giovanni Falzone e le Mosche elettriche; la sesta sessione dell’esecuzione integrale dei Péchés de vieillesse, in collaborazione con l’Ente Concerti di Pesaro, l’Accademia Musicale Napoletana e la Fondazione Rossini; le Sei sonate a quattro, eseguite dal quartetto di Salvatore Accardo; la Petite messe solennelle diretta da Alberto Zedda, con la suggestiva appendice della videoproiezione in diretta in piazza del Popolo; il percorso lirico per bambini Il viaggetto a Reims; i tradizionali Incontri a cura dei musicologi della Fondazione Rossini.

Armida (in scena il 10, 13, 16, 19 agosto alle 20 all’Adriatic Arena) nel 1993 fu messa in scena da Luca Ronconi sulla base di suggestioni cinematografiche anni Trenta. Tocca di nuovo al regista milanese, coadiuvato da Margherita Palli (scene) e Giovanna Buzzi (costumi), misurarsi con la maga della Gerusalemme liberata, ma stavolta lo spettacolo rifugge qualunque attualizzazione e propone una scena unica in cartapesta che con semplici giochi di luce e pochi elementi scenici si trasfigura in una orrida selva. Pupi siciliani e clima fiabesco nel primo atto, cui seguono le danze, curate da Michele Abbondanza, che raccontano le gesta eroiche della Gerusalemme liberata, cui Armida e Rinaldo assistono dal loro eden amoroso. Infine l’atmosfera si fa via via più cupa, all’avverarsi dell’incubo di Armida, ovvero il nuovo, definitivo abbandono da parte di Rinaldo. Lo stesso drammatico finale è comunque risolto con estrema eleganza formale.

A Carmen Romeu, prodotto dell’inesauribile miniera di voci dell’Accademia Rossiniana (allieva del seminario diretto da Alberto Zedda nel 2011, poi al Rof in parti sempre più di rilievo) il compito di impersonare il ruolo del titolo; al suo fianco, in una distribuzione che prevede parti per sei tenori e un basso e nessun’altra voce femminile, Antonino Siragusa, Dmitry Korchak, Randall Bills e Vassilis Kavayas (quattro tenori per sei parti) e il basso Carlo Lepore, vera anima nera della storia, che impersona sia re Idraote che il diavolo Astarotte. Carlo Rizzi dirigerà Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna. Armida sarà trasmessa in differita da Rai5 giovedì 14 agosto alle 21.15.

Il barbiere di Siviglia, seconda opera in cartellone (in scena l’11, 14, 17 e 20 agosto alle 20 al Teatro Rossini), sarà presentata in forma semiscenica dall’Accademia di Belle Arti di Urbino. Gli allievi si sono occupati di ideazione, progettazione, elementi scenici, movimenti di regia, video e costumi dello spettacolo, che sarà diretto da Giacomo Sagripanti. A lui sono affidate l’Orchestra del Comunale di Bologna e il Coro San Carlo di Pesaro. Nel cast, ricco di specialisti rossiniani, figurano Juan Francisco Gatell, Paolo Bordogna, Chiara Amarù, Florian Sempey, Alex Esposito, Felicia Bongiovanni, Andrea Vincenzo Bonsignore.

Terza opera in programma è Aureliano in Palmira, principale curiosità musicologica del Rof 2014. Lo spettacolo sarà proposto al Teatro Rossini  il 12, 15, 18 e  22 agosto alle 20. La messinscena è affidata a Mario Martone, che a Pesaro ha firmato uno dei capolavori della storia del Festival: Matilde di Shabran. Stavolta il regista napoletano, con la collaborazione del suo abituale team creativo (Sergio Tramonti, scene, e Ursula Patzak, costumi), si misura con il Rossini serio: ne ha tratto uno spettacolo a metà tra il teatro brechtiano e lo Shakespeare dei drammi romani, estremamente elegante e lineare, che inquadra la movimentata vicenda di battaglie ed intrighi politici in un etereo, suggestivo labirinto, rifiutando qualunque banale attualizzazione (trattandosi dell’eterno duello Oriente-Occidente, sarebbe stato facile cadere nella tentazione).

Nel ruolo che fu di Giovanni Battista Velluti (Arsace), il mezzosoprano Lena Belkina; l’innamorata e indomabile regina Zenobia è Jessica Pratt, che fronteggia il potere romano incarnato nell’Aureliano di Michael Spyres. Al loro fianco, Raffaella Lupinacci, Dempsey Rivera, Sergio Vitale, Dimitri Pkhaladze. Dirige l’Orchestra Sinfonica Rossini e il Coro del Comunale di Bologna Will Crutchfield, anche curatore dell’edizione critica della partitura.

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