Aureliano in Palmira in prima assoluta al Rof

10 agosto 2014
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Eseguita in prima assoluta in edizione critica, Aureliano in Palmira è la terza opera in cartellone al XXXV Rossini Opera Festival. La partitura (la cui Sinfonia e altre celebri melodie verranno poi trasfuse nel Barbiere di Siviglia) è stata curata e sarà anche diretta da Will Crutchfield, alla testa  dell’Orchestra Sinfonica Rossini e del Coro del Teatro Comunale di Bologna. Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Rossini  il 12, 15, 18 e 22 agosto alle 20, con la regia di Mario Martone, uno dei nomi di punta della scena lirica che per il Rof ha firmato Matilde di Shabran e Torvaldo e Dorliska. Alla prima esperienza con il Rossini serio, sempre con la collaborazione del suo team di fiducia (Sergio Tramonti, scene, e Ursula Patzak, costumi), Martone ne ha tratto uno spettacolo cesellato scena per scena, che rifiuta banali attualizzazioni per dare spazio ad una vicenda che, pur mantenuta nell’ambientazione dell’epoca, dice molto, quasi profeticamente, sul drammatico confronto Oriente-Occidente del XXI secolo. Solo nel finale, che non sveliamo, Martone si concede un riferimento all’attualità che  aggiunge un piano di lettura nuovo: ma questo senza snaturare per nulla ciò che avviene in scena

L’eredità del castrato Giovanni Battista Velluti (che fu Arsace alla prima del 1813 alla Scala) è, sulla base della tessitura originale, affidata al mezzosoprano Lena Belkina; Jessica Pratt è la regina Zenobia, regina di Palmira, che difende il suo popolo dallo strapotere delle legioni romane guidate dall’imperatore Aureliano (Michael Spyres). Al loro fianco, Raffaella Lupinacci, Dempsey Rivera, Sergio Vitale, Dimitri Pkhaladze e Raffaele Costantini.

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