News


17/08/2006
Adelaide, 'sorella' di Tancredi

Sarà il Teatro 2 del BPA Palas ad accogliere giovedì 17 agosto alle 20 (replica domenica 20 alla stessa ora) la prima di Adelaide di Borgogna, dramma in due atti di Giovanni Schmidt presentato in forma concertante nella revisione di Gabriele Gravagna e Alberto Zedda sulle fonti apografe di Casa Ricordi. Adelaide sarà trasmessa in diretta radiofonica su Rai Tre e in tutta Europa con il circuito Euroradio.

Sarà il Teatro 2 del BPA Palas ad accogliere giovedì 17 agosto alle 20 (replica domenica 20 alla stessa ora) la prima di Adelaide di Borgogna, dramma in due atti di Giovanni Schmidt presentato in forma concertante nella revisione di Gabriele Gravagna e Alberto Zedda sulle fonti apografe di Casa Ricordi. Adelaide sarà trasmessa in diretta radiofonica su Rai Tre e in tutta Europa con il circuito Euroradio.
L’opera, mai ascoltata a Pesaro e proposta solo due volte nell’ultimo secolo, sarà diretta da Riccardo Frizza alla guida dell’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano. Il coro sarà quello da Camera di Praga. La compagnia di canto annovera Daniela Barcellona, Patrizia Ciofi, Lorenzo Regazzo, José Manuel Zapata, Barbara Bargnesi e Stefan Cifolelli. L’elaborazione scenica è a cura della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, con videoproiezioni di Pierluigi Alessandrini e progetto luci di Pietro Sperduti e Maurizio Fabretti.
Il soggetto dell’opera fu tratto da una vicenda storica del periodo altomedievale che segnò la fine del regno italico indipendente e favorì la nascita del sacro romano impero germanico ad opera di Ottone di Sassonia. La vicenda si dipana tra amori contrastati e lotte di potere, risolvendosi in un lieto fine che consacra l’unione tra Adelaide e l’imperatore Ottone I.
Rappresentata al Teatro Argentina di Roma il 27 dicembre 1817, Adelaide ebbe pochissime riprese, il che indusse anche rossiniani di provocata fede a ritenere l’opera un prodotto minore, arrischiando giudizi non documentati. Cronologicamente l’Adelaide cade tra l’Armida (1817) e il Mosé in Egitto (1818), ma ha poco in comune con l’una e nulla con l’altro. Semmai è al Tancredi (1813) che l’Adelaide talvolta fa pensare. In entrambe le opere ha un fortissimo spicco l’elemento cavalleresco e questo determina una prevalenza del tono epicheggiante , che nell’Adelaide ha probabilmente ancora più spazio che nel Tancredi. Anzi, il tratto più tipico dell’opera è proprio questo: un soggetto trattato sempre in chiave di fierezza e solennità, tanto che anche nell’espressione dell’amore che lega Adelaide e Ottone ricerca a volte un linguaggio araldico.
Certamente Rossini scrisse l’opera con molta fretta, ma questo gli era tipico, vale per l’Adelaide come per la Cenerentola o per il Barbiere o per tante altre opere. C’è poi da aggiungere che, se l’Adelaide scomparve rapidissimamente dalle scene, buona parte del primo atto sopravvisse sotto altro titolo, giacchè Rossini la riversò, nel 1819, in un’altra opera, l’Edoardo e Cristina. Oggi, dunque, ripresentare l’Adelaide di Borgogna è un doveroso contributo alla conoscenza di un operista di nuovo assurto al rango, anche nel genere serio, di nostro compositore nazionale.
Il Festival dedica questa produzione alla memoria dell’amico Patric Schmid, recentemente scomparso, direttore della Opera Rara, casa discografica specializzata nel recupero di partiture poco note o dimenticate cui si deve una preziosa edizione in Cd di Adelaide di Borgogna di prossima uscita.





< Torna a tutte le news