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20/08/2005
Duetti buffi con De Simone e Praticò

Il secondo appuntamento con i Concerti di Belcanto del Rossini Opera Festival è programmato per sabato 20 agosto alle ore 17 presso il Teatro Rossini, quando Bruno De Simone e Bruno Praticò daranno il meglio di sé in un brillante concerto-divertissement. Ad accompagnare i due cantanti sarà Rosetta Cucchi, nota pianista pesarese presente quest’anno al ROF anche nella veste di regista della farsa Arrighetto.

Il secondo appuntamento con i Concerti di Belcanto del Rossini Opera Festival è programmato per sabato 20 agosto alle ore 17 presso il Teatro Rossini, quando Bruno De Simone e Bruno Praticò daranno il meglio di sé in un brillante concerto-divertissement. Ad accompagnare i due cantanti sarà Rosetta Cucchi, nota pianista pesarese presente quest’anno al ROF anche nella veste di regista della farsa Arrighetto.
Il tandem buffo è un elemento di rilievo della storia dell’opera comica italiana contraddistinto da un carattere “comico” o “caricato”, la cui forte vena umoristica era impiegata per dar voce all’autorità da deridere, e da un buffo “nobile” o “cantante”, che non indulge più di tanto a frizzi e lazzi e che viene contrapposto alla natura tendenzialmente “parlante” dell’altro. A interpretare questi ruoli sono da sempre stati necessari veri e propri animali da palcoscenico e la scena in cui i due agiscono insieme finiva per diventare il momento più esilarante dell’intera partitura. Caratteristica di siffatti duetti è lo scontro tra i due personaggi suddiviso in due momenti drammatico-musicali ben distinti: un tempo d’attacco durante il quale ognuno esprime le proprio ragioni e una stretta conclusiva che in tempo più rapido dà voce allo scompiglio creatosi o diviene risolutiva del contrasto.
Il concerto proposto da De Simone e Praticò presenta cinque fra i maggiori duetti di tal genere e brano dopo brano i due bassi-baritoni si scambieranno le parti di buffo cantato e buffo caricato.
Ad aprire sarà lo scontro fra il Conte Robinson e Don Geronio del Matrimonio segreto (1792) di Domenico Cimarosa (1749 – 1801): il Conte promesso sposo di Elisabetta, figlia di Don Geronio, dichiara di preferire la sorella Carolina causando così il disaccordo del padre. Una trama simile caratterizza il secondo duetto tra il negoziante Tobia Mill e il canadese Slook, venuto a prendere in moglie la figlia di Mill promessagli e ‘vendutagli’ per corrispondenza. Esso, come è noto appartiene a La cambiale di matrimonio (1810), primo titolo teatrale di Gioachino Rossini (1792 – 1868). Sempre di Rossini, e in particolare della sua Cenerentola, è il terzo scontro, uno tra i più celebri ed esilaranti fra i duetti per buffi oggi in repertorio. A confronto si trovano Don Magnifico, con due figlie da maritare, e il pretendente Dandini, cameriere sotto le mentite spoglie del suo Principe. Il programma prosegue con il duetto ripreso da Don Pasquale (1843) di Gaetano Donizetti (1797 – 1848) dove il protagonista e il Dottor Malatesta, nella loro scena madre, progettano il piano per scoprire la tresca tra la novella sposina del vecchio Don Pasquale e il suo giovane spasimante. A chiudere sarà un insolito brano tratto dall’opera comica Un giorno di regno (1840), seconda partitura di Giuseppe Verdi (1813 – 1901), autore normalmente identificato invece con le fosche tinte del melodramma serio. Anche qui i due buffi tramano ai danni di due giovani innamorati per combinare un matrimonio d’interesse.





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