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22/08/2005
Chiude il Rof il recital di Maria Bayo

Sarà la spagnola María Bayo, la Bianca di Bianca e Falliero, a chiudere lunedì 22 agosto alle ore 17 presso il Teatro Rossini il ciclo di Concerti de Belcanto del Rossini Opera Festival. Dopo le trionfali cantate da camera di Joyce DiDonato e i divertenti duetti buffi di Bruno De Simone e Bruno Praticò, è ora il turno di Mozart e della canzone spagnola, ripercorsa nella sua più recente evoluzione attraverso tre fra i suoi più importanti esponenti.

Sarà la spagnola María Bayo, la Bianca di Bianca e Falliero, a chiudere lunedì 22 agosto alle ore 17 presso il Teatro Rossini il ciclo di Concerti de Belcanto del Rossini Opera Festival. Dopo le trionfali cantate da camera di Joyce DiDonato e i divertenti duetti buffi di Bruno De Simone e Bruno Praticò, è ora il turno di Mozart e della canzone spagnola, ripercorsa nella sua più recente evoluzione attraverso tre fra i suoi più importanti esponenti.
Di Mozart la Bayo proporrà delle brevi composizioni, paragonabili a quello che poi sarà definito Lied tedesco, elaborate dal compositore secondo il modello della chanson francese e lo stile dell’opéra-comique: l’“ariette” in Do magg. Oiseaux, si tous les ans (1777/78); l’“ariette” in La bem. magg. Dans un bois solitaire (1777/78); l’aria in Mi bem. magg An Cloe; la piacevole canzonetta in Fa magg. Ridente la calma che spicca tra i pochi brani cameristici di Mozart in lingua italiana; e infine l’aria in Sol magg. Un moto di gioia, nata come aria operistica per la Susanna delle Nozze di Figaro ma poi mai utilizzata.
Altrettanto ricercata e singolare è la parte del concerto dedicata alla canzone spagnola. Il primo autore a essere eseguito sarà Enrique Granados (1867 – 1916), uno tra i precursori della scuola nazionale spagnola, la cui produzione è contraddistinta dalla contaminazione stilistica tra elementi del grande romanticismo mitteleuropeo e il patrimonio folclorico del suo paese, ripensato secondo una sensibilità artistica moderna. Da ciò e dall’influenza di Goya nacquero le Tonadillas (diminutivo di tonada, cioè canzone) del 1914, caratterizzate da musica e testi poetici dolenti e melanconici.
Si proseguirà con un autore appartenente alla seconda generazione di compositori spagnoli: Oscar Esplá (1886 – 1976), grande oppositore del concetto di ‘internazionalità’ la cui arte fonda invece le sue radici nel folclore nazionale. Da le Cinco canciones playeras nate nel 1929 con versi ricchi di vitalità e dinamismo del famoso poeta andaluso Rafael Alberti saranno eseguite “Rutas” e “Pregón”. Dal terzo quaderno di Lírica Española (1940) saranno eseguite invece “Mediterránea” e “Castellana”.
A chiudere il programma sarà il catalano Xavier Montsalvatge (1912 – 2002), esponente della terza generazione dei nuovi compositori spagnoli. Nel suo stile, dominato da ecliettismo stravinskiano, il folclore della terra natale è divenuto ormai solo uno qualunque fra i possibili bacini sonori cui attingere. Ad essere eseguita sarà la sua opera più conosciuta, caratterizzata da esotismo sudamericano e cubano in particolare: le Cinco canciones negras del 1946.
María Bayo sarà affiancata al piano dal francese Fabrice Boulanger, suo accompagnatore privilegiato. Boulanger, pianista, compositore e chef de chant dell’Opéra di Lione, debutta quest’anno al ROF.





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