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13/08/2004
Una chitarra per la Rossinimania

Il concerto Rossiniane è la nuova tappa di Rossinimania, il percorso che il Rossini Opera Festival ha intrapreso per esplorare la vera e propria febbre maniacale per il compositore pesarese che agitò il mondo culturale europeo dell’Ottocento.

Il concerto Rossiniane è la nuova tappa di Rossinimania, il percorso che il Rossini Opera Festival ha intrapreso per esplorare la vera e propria febbre maniacale per il compositore pesarese che agitò il mondo culturale europeo dell’Ottocento. Numerosissime sono state le riduzioni, trascrizioni e parafrasi delle sue composizioni, concepite per strumenti e organi più disparati. Il concerto presentato quest’anno al Festival è dedicato alla chitarra, uno dei più amati mezzi di espressione musicale dell’epoca barocca. Lunedì 16 agosto alle ore 17.00 nella Sala della Repubblica del Teatro Rossini – che per la prima volta viene utilizzata dal ROF per concerti da camera – il chitarrista Alessio Nebiolo suonerà le Rossiniane di Mauro Giuliani, precedute dalla Suite espanola di Gaspar Sanz e seguite dalla Sonata Op. 47 di Alberto Ginastera.

Il chitarrista-compositore pugliese Mauro Giuliani (1781-1829) fu il primo a intuire come la chitarra potesse a pieno costituire un eccezionale mezzo di riproduzione – in ambito privato – delle arie rossiniane più in voga al tempo. Nessuno aveva prima di lui adattato alla chitarra la formula della fantasia su arie d’opera, in cui l’idioma strumentale potesse venire incontro alla cantabilità operistica per tentare una difficile quanto felice sintesi. La facilità e l’efficacia con cui Giuliani colse i tratti distintivi delle diverse arie o delle diverse situazioni orchestrali e li tradusse in linguaggio chitarristico furono senz’altro gli elementi di spicco su cui si è fondato il successo delle Rossiniane.

L’iberico Gaspar Sanz (circa 1645-circa1720) grazie al suo particolare stile “punteado” compose brani di grande freschezza e ispirazione che ancor oggi fanno valere la propria irresistibile vitalità. Lo stesso si può dire anche per il compositore argentino Alberto Ginastera (1916-1983). La sua Sonata Op. 47 si è imposta in pochi anni come un testo apportatore di un vocabolario chitarristico del tutto originale e di straordinaria efficacia espressiva, una autentica miniera di idee e una fantastica sfida per l’interprete che vi si cimenta. Giuliani, Sanz e Ginastera non rendono dunque facile il compito del giovane Alessio Nebiolo che debutta quest’anno al Rossini Opera Festival.





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