A Rossinimania i Fiati della Sinfonica Rossini
19 agosto 2015

Sabato 22 agosto alle 17 al Teatro Rossini, quasi a far da aperitivo alla successiva versione tradizionale che chiuderà la XXXVI edizione, il Rof presenta, nell’ambito di Rossinimania, la trascrizione per 14 strumenti a fiato dello Stabat Mater realizzata da Giovanni Andrè. L’esecuzione è affidata ai Fiati dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini, diretti da Noris Borgogelli.

Tutto nacque a Bologna il 18 marzo 1842, quando nell’Aula Magna dell’Archiginnasio Gaetano Donizetti alza la bacchetta per dare avvio alla prima esecuzione in Italia dell’attesissimo Stabat Mater di Gioachino Rossini, il quale fu presente solo alla terza replica grazie alle insistenti ed affettuose preghiere del suo devoto amico che si prestò con entusiasmo alla direzione e all’organizzazione dell’evento.

Giovanni Andrè, stimato docente e Accademico Filarmonico di Ferrara, era il primo fagotto dell’orchestra allestita per l’eccezionale concerto e assieme al suo non meno rinomato collega, Andrea Lelli e a tutti gli altri violoncelli della compagine orchestrale, in un trepidante silenzio intonò le prime, sublimi note dello Stabat.

Forse proprio quelle prime sommesse, dolenti note che generano l’atmosfera cupa, sgomenta ed impietrita della partitura rossiniana stuzzicarono la fantasia di Andrè, portandolo a immaginare un adattamento che potesse mettere in evidenza le notevoli doti virtuosistiche sue e dei suoi apprezzati colleghi e insieme rendere omaggio all’imponente lavoro di Rossini che lo colpì così profondamente.

La riduzione fu sicuramente eseguita più volte: una di queste, data la particolare circostanza, è rimasta attestata in una lusinghiera recensione della Gazzetta Musicale di Milano del 18 settembre 1842.