La donna del lago

La donna del lago, melodramma in due atti su libretto di Andrea Leone Tottola, fu rappresentata per la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli il 24 settembre 1819. Esecutori furono Giovanni David (Giacomo), Michele Benedetti (Douglas), Andrea Nozzari (Rodrigo), Isabella Colbran (Elena), Rosmunda Pesaroni (Malcolm), Maria Manzi (Albina), Gaetano Chizzola (Serano), Massimo Orlandini (Bertram).
Gli autografi sono conservati presso la Fondazione Rossini di Pesaro e presso il Conservatorio di Parigi.
Il soggetto è tratto dal poema The lady of the lake di Walter Scott (1810).

Regnava Giacomo V nella Scozia, quando i così detti Clan Alpini, abitatori della parte montuosa di Stirling, si opposero alle sue armi, dirette a conquistare quelle contrade, non ancora soggette al Sovrano dominio. Giacomo Douglas, Lord di Botwel, zio del Signor d’Angus, e precettore del Re, fu involto nelle sciagure del nipote; e quindi proscritto, e scacciato da Stirling, trovò un asilo presso Roderico di Dhu, Capo de’ Clan Alpini, cui il riconoscente Douglas promise la mano di Elena sua figlia, benché costei segretamente ardesse pel giovane Malcolm Groeme, che abbandonò la Corte, per seguirla nel suo ritiro. Intanto il Re, nascosto sotto le spoglie di privato cacciatore, inseguendo un cervo nelle balze della rocca di Benledi, si avvenne in questa giovanetta, mentre sola guardava il lago Kattrine, unico suo giornaliero passatempo, che faceala perciò chiamare la donna del lago. Le di lei cortesi maniere nell’offrirgli ospitalità, ed accoglierlo nel proprio tetto lo invaghirono in guisa, ch’egli, poco curando se stesso, in altri mentiti arnesi penetrò a lei una seconda volta, e sorpreso da Roderico istesso, venne con costui a duello, e lo ferì mortalmente. Le Regie schiere intanto vinsero i guerrieri del Clan, e tutto soggiacque all’impero di Giacomo, che, facendo pompa di clemenza, perdonò tutti, accolse nelle sue braccia lo stesso Douglas, e superando i suoi affetti, strinse in laccio indissolubile Elena, e Malcolm.